Adinolfi arrestato per truffa: "Prometteva guadagni da sogno"

Scritto il 09/07/2026
da Rita Cavallaro

L'ex parlamentare ai domiciliari: raggirava gli investitori facendo leva sulla sua religiosità. Sequestrati beni per evasione fiscale

Il «club esclusivo» di Mario Adinolfi, che prometteva a clienti selezionati investimenti in scommesse con guadagni da sogno. Un sogno che, nella realtà, si è avverato esclusivamente per il leader del Popolo della Famiglia, che avrebbe impiegato i milioni di euro sottratti alle ignare vittime nell'acquisto di beni di lusso e in vacanze tropicali. La presunta truffa finanziaria di Adinolfi, architettata secondo gli inquirenti attraverso uno schema Ponzi, si è interrotta ieri, quando la Guardia di Finanza di Roma ha eseguito l'arresto dell'ex parlamentare, ora ai domiciliari per truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi.

I finanzieri hanno inoltre effettuato un sequestro preventivo di oltre 400mila euro per evasione fiscale. Una minima parte del fiume di denaro incassato illegalmente da Adinolfi che, secondo l'analisi dei movimenti bancari degli ultimi cinque anni effettuata nell'inchiesta coordinata dal pm Maurizio Arcuri, avrebbe raccolto oltre 4,7 milioni di euro da numerose vittime del raggiro, adescate tramite i social network o il passaparola e convinte a partecipare senza rischi al «Betting Group», grazie alla notorietà di politico nazionale, giornalista, fondatore di associazioni e partiti a sostegno della famiglia e facendo leva sulla sua immagine di uomo «fortemente religioso e ancorato a principi morali tradizionali», scrive il gip di Roma Giulia Arcieri nell'ordinanza, in cui motiva gli arresti domiciliari con il «concreto e attuale pericolo di reiterazione» dei reati. Nella sua veste di allibratore e proponendosi «come esperto giocatore di poker che si diceva in grado di vincere eliminando l'alea attraverso specifici algoritmi», sottolinea il giudice, Adinolfi - nonostante le denunce presentate da undici delle persone finite nella sua rete - dopo un'attività durata «15-20 anni» con la «Scommessa Collettiva», avrebbe recentemente lanciato una nuova iniziativa, denominata «Cristo Regna», che in poche settimane gli avrebbe consentito di raccogliere oltre 3mila euro, mettendo in atto le stesse strategie alla base della maxi frode, ovvero promettendo rendimenti garantiti molto superiori a quelli di mercato e richiamando a fantomatici algoritmi e strategie di scommessa ritenuti infallibili. Gli investigatori, seppur in assenza di contratti firmati tra le parti, sono riusciti a ricostruire gli accordi dall'analisi delle mail, in cui Adinolfi prospettava rendimenti di circa il 13% per le quote ordinarie e del 40% per quelle vip, con promesse anche superiori fino al 150% per le «Vip Plus». Le vittime avrebbero così consegnato somme che superavano i 100mila euro per acquistare quote di partecipazione, ma molte di loro non hanno ottenuto la restituzione del capitale o i guadagni promessi.

I finanzieri hanno accertato che degli oltre 4,7 milioni raccolti, solo una minima parte del denaro sarebbe stata effettivamente destinata alle scommesse sportive, mentre la quota prevalente sarebbe stata impiegata per trasferimenti a terzi e spese personali per beni di lusso come orologi, lingotti d'oro, monete straniere, quadri, imbarcazioni e viaggi. Un quadro indiziario grave, che delinea una condotta sistematica, al punto da spingere il gip a disporre l'arresto non solo perché sarebbe «concreto il rischio di recidiva rispetto a nuove condotte di truffa, raccolta abusiva di capitali, delitti tributari, verosimilmente già in atto», ma anche perché la condotta di Adinolfi evidenzia «una evidente pervasiva pericolosità sociale», aggravata «esponenzialmente dalla notorietà del personaggio e dalla sua esposizione mediatica». Il fatto che l'indagato continui a negare i debiti e a bollare come false le denunce nei suoi confronti, per il giudice denota un atteggiamento che dimostrerebbe come l'ex parlamentare «persista con determinazione nell'infingimento e nella manipolazione della realtà, rifuggendo dalle proprie responsabilità».