Spunta l'ipotesi delle corse clandestine dei cavalli tra i moventi del furto delle fiale di fentanyl dall'ospedale Israelitico di Roma. E qualcuno non esclude nemmeno che la droga, con forti effetti anestetici, sia stata dirottata negli studi odontoiatrici illegali. Per ora si tratta solo di scenari ipotetici ma sembra abbastanza certo che si tratti di un «furto su commissione», non per forza per spaccio.
Qualcosa di più emergerà nei prossimi giorni, con la relazione che gli ispettori ministeriali consegneranno al ministro alla Salute Orazio Schillaci. Ieri il pool sanitario ha incontrato il direttore sanitario, il direttore generale e alcuni dipendenti della struttura da cui sono sparite 80 fiale (20mila dosi). Nelle sei ore di controlli si è cercato di raccogliere quante più informazioni possibili sulla sorveglianza della sala farmaci e sugli accessi all'armadietto sotto chiave.
Il fentanyl «è un farmaco di uso quotidiano in ambito ospedaliero, utilizzato da anestesisti e rianimatori per indurre l'anestesia generale. È circa 100 volte più potente della morfina e deve essere maneggiato con estrema cautela, perché può provocare rapidamente arresto respiratorio e depressione del sistema nervoso centrale». Per questo motivo, secondo Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, rianimazione e terapia intensiva Siaarti, non si può escludere che le fiale siano destinate ai cavalli per il controllo del dolore acuto e per farli correre nonostante traumi e inabilità. Dopo una prima riunione tra Nas, Ros e rappresentanti delle istituzioni, si terrà un «vertice fentanyl» per valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti droganti, per riordinare la normativa sulla conservazione dei farmaci e per aumentare i controlli sulla filiera. «Siamo disponibili a collaborare con Palazzo Chigi per capire dove il sistema possa aver mostrato criticità - spiega la presidente si Siaarti - verificare il rispetto delle procedure e, se necessario, rafforzare la formazione degli operatori». La stessa disponibilità l'hanno data l'associazione dei farmacisti ospedalieri e Aifa che tuttavia fa notare come, con la stretta sulle normative, negli ultimo 13 anni i furti di farmaci siano stati notevolmente abbattuti.