Danni da buche stradali: ecco come e quando chiedere il risarcimento per le riparazioni all'auto

Scritto il 09/07/2026
da Federico Garau

Tante le vetture che restano danneggiate a causa del dissesto stradale. Ecco in che modo è possibile richiedere il risarcimento

Non sono infrequenti i casi di automobili rimaste danneggiate a causa di buche o problemi relativi a una strada dissestata. Molte città presentano purtroppo questo tipo di insidie. Spesso le riparazioni delle vetture hanno un certo costo, ecco perché è importante che l'automobilista sia in grado di far riconoscere il danno e ottenere un risarcimento. È chi ha in custodia la strada, vale a dire il Comune, a dover rispondere, in caso di danneggiamento. A stabilirlo è l'art.2051 del Codice Civile.

Spesso le buche presenti in strada possono rovinare una o più gomme dell'auto: può tagliarsi la spalla dello pneumatico, oppure crearsi un rigonfiamento. In altri casi, invece, è il cerchio a restare danneggiato, crepandosi oppure piegandosi. Altre volte ancora, a rovinarsi è la carrozzeria: paraurti, sottoscocca, coppe d'olio e molti altri elementi possono restare danneggiati. Molto dipende dall'urto e dalla velocità raggiunta dal veicolo.

Come abbiamo detto, la responsabilità della strada ricade sul Comune, ma non tutte. Abbiamo anche le strade provinciali, e quelle regionali. Ci sono poi le strade in concessione. A tutti questi enti spetta il compito di occuparsi della manutenzione, della segnaletica, della pulizia e dell'efficienza, al fine di garantire una fluida e sicura circolazione.

L'automobilista ha diritto di essere risarcito, ma deve provare che il danno subito dal proprio veicolo è stato provocato proprio dalla cattiva condizione della strada. Deve dunque dimostrare la presenza della buca. Tra le prove più importanti abbiamo ovviamente una foto della buca (o più in generale dell'anomalia), le immagini dei danni subiti dall'auto, la posizione del veicolo, le testimonianze e anche la prova dell'intervento della Polizia locale.

Dal canto loro, i custodi della strada, come il Comune, cercano di dimostrare che si è trattato di un caso fortuito. In certi casi, invece, puntano tutto sulla visibilità o meno della buca. Se la buca era visibile – è il ragionamento – l'automobilista avrebbe dovuto evitarla.

Il caso fortuito è quella condizione in cui viene a mancare il nesso causale tra strada e danno subito. Si pensi, ad esempio, a una buca che si è aperta all'improvviso, o alla condotta imprudente di un automobilista. La Cassazione, tuttavia, ha ribadito che l'eventuale negligenza di chi è al volante non basta a escludere la responsabilità del custode della strada.

Un risarcimento è assicurato in caso di buca profonda e non segnalata. Ancor più se si trovava in un punto difficilmente visibile e impossibile da evitare. Anche le condizioni meteo, il traffico stradale e la scarsa illuminazione sono elementi presi in considerazione. Vengono inoltre valutate eventuali precedenti segnalazioni della buca, così come il verbale redatto dalle forze dell'ordine.

In caso di buca ben segnalata, con tanto buona visibilità, la possibilità di risarcimento si allontana. Molto più se viene dimostrato che il conducente stava procedendo a velocità elevata. Anche in caso di dinamica poco chiara la richiesta di risarcimento si fa più debole.