Demanio, 5 miliardi di investimenti per rilanciare il patrimonio pubblico

Scritto il 09/07/2026
da Gian Maria De Francesco

Leo: "Valutiamo sconti fiscali per la rigenerazione"

Oltre 5 miliardi di euro investiti in quattro anni per recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare dello Stato, trasformando immobili abbandonati o sottoutilizzati in motori di sviluppo per i territori. È il bilancio dell'Agenzia del Demanio presentato ieri alla Camera, che fotografa il lavoro svolto tra il 2022 e il 2025 su ex caserme, uffici pubblici, carceri, edifici storici, boschi e parchi, con interventi che spaziano dal restauro della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze alla riconversione del carcere di Perugia, destinato a diventare sede della Procura, fino al recupero della Vela di Calatrava a Tor Vergata, restituita alla città in occasione del Giubileo dei giovani e destinata a entrare nel progetto della Green city per la salute, la ricerca e la formazione.

Il Rapporto evidenzia una forte accelerazione dell'attività dell'Agenzia. Gli interventi conclusi sono aumentati del 172% rispetto a quattro anni fa. Sul fronte della gestione, sono stati ottenuti risparmi per 144 milioni grazie alla chiusura di locazioni passive e le operazioni di valorizzazione hanno attratto 120 milioni di investimenti privati attraverso concessioni e comodati.

Per il viceministro dell'Economia Maurizio Leo si tratta di risultati "molto importanti". Uno degli strumenti chiave è il Piano Città degli immobili pubblici, sviluppato insieme a enti territoriali, amministrazioni e università. Al 30 giugno 2026 sono stati sottoscritti 37 accordi, con l'obiettivo di arrivare a 65 entro il 2028. I 439 immobili interessati consentiranno di realizzare oltre 6.700 posti letto per studenti, più di 1.800 alloggi di social housing, 10 milioni di metri quadrati di aree verdi, con un impatto economico stimato in 18 miliardi di euro e oltre 97.500 posti di lavoro. Leo ha inoltre aperto alla possibilità di introdurre incentivi fiscali per favorire i partenariati pubblico-privato. "Per gli immobili oggetto di rigenerazione si può pensare a una riduzione di Imu e Tari e dei canoni di occupazione del suolo, se si riusciranno a reperire le risorse", ha dichiarato. La direttrice dell'Agenzia Alessandra Dal Verme (in foto) ha rivendicato il cambio di paradigma. "Il processo di trasformazione avviato dal Demanio è ormai strutturato", ha spiegato.