Almeno 11 morti e decine di feriti è il bilancio di un incendio scoppiato in una fabbrica di componenti per auto a Daejeon, in Corea del Sud. Lo hanno riferito le autorità sudcoreane spiegando che i vigili del fuoco hanno avuto difficoltà ad accedere alla fabbrica dopo che è scoppiato l'incendio, a causa del rischio di crollo dell'edificio. L'intervento dei soccorritori è stato anche ostacolato dalla presenza di sodio immagazzinato nel sito, che può esplodere se maneggiato in modo improprio, come ha spiegato l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Secondo la Yonhap, circa 170 operai si trovavano nello stabilimento quando è scoppiato l'incendio. "A quanto ci risulta, ci sono 11 morti e 25 feriti gravi", ha dichiarato all'Afp un funzionario del dipartimento del ministero dell'Interno che si occupa di incendi e altre calamità. "Sappiamo inoltre che 34 persone sono rimaste ferite, ma non in gravi condizioni, e tre risultano ancora disperse", ha aggiunto. Le autorità non hanno ancora rivelato le cause dell'incendio, che si è propagato rapidamente. Un testimone ha riferito all'agenzia di stampa Yonhap di aver udito un'esplosione.
Il presidente Lee Jae Myung ha ordinato ai funzionari di mobilitare tutte le risorse disponibili, compresi personale e attrezzature, per le operazioni di soccorso, ha fatto sapere il suo ufficio. Lee ha chiesto maggiori tutele per i lavoratori della Corea del Sud, oltre 10mila dei quali sono morti sul lavoro tra il 2000 e il 2024, secondo le statistiche ufficiali. A settembre la Corea del Sud ha condannato l'amministratore delegato del produttore di batterie Aricell a 15 anni di carcere per uno dei peggiori incendi industriali nella storia del Paese. L'incendio divampato nel 2024 nella fabbrica di batterie al litio di Hwaseong, a sud della capitale Seul, ha causato la morte di 22 persone, la maggior parte delle quali di nazionalità cinese. Nella sentenza, il tribunale distrettuale di Suwon ha affermato che l'azienda aveva anteposto il profitto alla sicurezza dei lavoratori.