Little Italy è sparita dalla mappa di New York: la decisione del sindaco Zohran Mamdani ha fatto molto scalpore nella città americana, dove gli italiani sono storicamente una delle minoranze più numerose che, soprattutto, ha contribuito in modo attivo alla crescita della città. Le polemiche sono arrivate da più parti, non solamente dalla comunità italoamericana ma anche da cittadini e da politici che hanno trovato sconsiderato il colpo di spugna dato dall’amministrazione socialista in favore di realtà discutibili e senza la stessa forza e storia.
“Sono riusciti a inserirci una Little Bhod-Tibet, ma che dire dell'originale 'Little neighborhood', Little Italy? E che dire di aree come Woodlawn, nel Bronx, che ospitano moltissimi immigrati irlandesi? Gli irlandesi e gli italiani non contano per l'ufficio del sindaco?”, si è chiesta la consigliera comunale Joann Ariola, repubblicana del Queens, davanti alla mappa. Sì, perché a quanto pare non c’è più spazio per italiani, ebrei e irlandesi nella mappa di New York, comunità che fin dal XIX secolo hanno fornito supporto alla città, ma possono trovare spazio una Little Palestine e una Little Yemen. “Questo non è un errore d'ufficio. Questa è una cancellazione culturale”, ha dichiarato Mike Crispi, presidente della Italian American Civil Rights League.
“Little Italy è una terra sacra. È il luogo in cui gli immigrati italiani sono arrivati senza nulla, hanno lavorato duramente, hanno aperto negozi, cresciuto famiglie, costruito chiese, sfamato la città e contribuito a rendere New York quella che è”, ha aggiunto Crispi. In tanti in questi anni accomunano gli italiani ed europei emigrati in America con gli immigrati che arrivano in Europa, senza considerare che quando gli europei sbarcavano a New York passavano per Ellis Island e chi non veniva considerato idoneo non sbarcava. “Il municipio di Mamdani riesce a trovare spazio per ogni elettorato progressista alla moda, ma in qualche modo non riesce a trovare Little Italy”, ha aggiunto Crispi, cogliendo quello che sembra il punto principale.
“La nostra cultura va bene per le loro opportunità fotografiche, il nostro cibo va bene per le loro raccolte fondi e i nostri quartieri vanno bene per i dollari del turismo, ma quando arriva il momento di riconoscere gli italoamericani, ci cancellano”, ha aggiunto, sottolineando che “lungo Mulberry Street vedi tutto ciò che la mappa di Mamdani si è rifiutata di vedere. Vedi le bandiere, i santi, il cibo, le famiglie, i cannoli di Baby John, il Red Sauce Studio di John Viola e la grinta italoamericana della vecchia scuola che ha costruito questa città. Little Italy non è morta. Little Italy non è un'opzione. Little Italy è New York”. Parole che suonano di orgoglio e che trasudano dispiacere per l’annullamento. “L'ufficio del sindaco ha creato una mappa delle enclave di immigrati di New York: Little Africa, Little Poland, Little Palestine. Ma proprio non sono riusciti a capire come rappresentare l'11% della città. Non sono riusciti a decifrare da dove vengano gli ebrei”, ha commentato la scrittrice Avital Chizhik-Goldschmidt.