"Bersaglio numero uno dell’Iran". Perché Trump ha cambiato Air Force One dopo il vertice Nato

Scritto il 09/07/2026
da Valerio Chiapparino

Il presidente Usa non conferma il motivo del cambio di programma ma ammette di essere “l’obiettivo numero uno” del regime iraniano

La nuova escalation in corso tra Stati Uniti e Iran raggiunge i massimi livelli e costringe Donald Trump a cambiare il suo piano di rientro da Ankara. Come riportato dal New York Times, il presidente americano ha lasciato la Turchia al termine del vertice Nato a bordo del suo vecchio Air Force One anziché del nuovo Boeing 747-8 donatogli dal Qatar ed entrato ufficialmente in servizio da pochi giorni. Una decisione che viene definita una precauzione legata alla ripresa delle ostilità con l’Iran e che sarebbe avvenuta su sollecitazione dei servizi segreti.

È stato lo stesso Trump, ieri, a comunicare che non sarebbe partito dalla Turchia a bordo del nuovo aereo precisando che sarebbe partito con uno dei Boeing 747 in servizio dal 1990 per poi fare rientro negli Stati Uniti salendo a bordo del nuovo velivolo dopo una sosta in Gran Bretagna. Il tycoon ha presentato la mossa come un’opportunità per mostrare ai militari Usa di stanza nel Regno Unito l’aereo donato dalla famiglia reale del Qatar. Incalzato dai giornalisti sul motivo del cambiamento, il commander in chief ha dichiarato di essere il “bersaglio numero uno” dell’Iran. Sempre nella giornata di ieri Trump ha pubblicato un post sui social in cui ha dichiarato che avrebbe volato a bordo del precedente velivolo “per nostalgia dei vecchi tempi”.

La decisione di fare ricorso ad un vecchio Air Force One solleva interrogativi sulle effettive dotazioni di sicurezza e precauzioni della “Casa Bianca volante”. Trump ha infatti insistito per adeguare il velivolo qatarino nel più breve tempo possibile e, sottolinea il New York Times, parlamentari e funzionari Usa hanno espresso dubbi sul fatto che la tempistica accelerata abbia consentito le effettive aggiunte di un sistema di difesa missilistica avanzata e altre modifiche necessarie per proteggere il presidente americano.

In effetti, fonti anonime consultate dal quotidiano Usa, pur spiegando che la misura precauzione non è dovuta ad una minaccia specifica, hanno affermato che il nuovo velivolo non possiede tutte le caratteristiche del modello precedente. Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, ha invece dichiarato che il “nuovo Air Force One è un velivolo all’avanguardia dotato di protocolli di sicurezza di alto livello che garantiscono l’incolumità del presidente e del suo staff”. Per poi aggiungere: “ci sono molti nemici dell’ America” che prendono di mira Trump “e noi utilizziamo ogni strumento a nostra disposizione, comprese la distrazione e il depistaggio, per contrastare queste minacce”.

Il 747 decollato dalla Turchia sarebbe equipaggiato con un sistema progettato per “accecare” un missile antiaereo in arrivo, oltre a dispositivi di disturbo per ingannare e deviare la traiettoria dei missili. Non è chiaro se questi sistemi, come anche i meccanismi di protezione dagli effetti elettromagnetici di un’esplosione nucleare, siano stati inseriti nel velivolo qatarino nel corso dei lavori di ammodernamento che si sono svolti in una struttura in Texas nota per i suoi progetti di tecnologia segreta.

Comunque stiano le cose, la partenza del tycoon dalla Turchia non è stata ordinaria. Il New York Times riferisce che The Donald è salito a bordo dell’Air Force One “insolitamente in fretta”, prima che i giornalisti che viaggiavano con lui potessero vederlo o fotografarlo mentre saliva la scaletta, come avviene di solito. Inoltre, ai passeggeri a bordo è stato chiesto di abbassare le tendine dei finestrini prima del decollo. In seguito Trump ha detto ai reporter che probabilmente era stato loro ordinato di oscurare i finestrini perché si trovavano “su un aereo pericoloso” a causa delle minacce provenienti dall’Iran.