Leggendo la dura reazione e il severo commento dell'Uefa alla telefonata scandalo di Trump a Infantino, si potrebbe pensare che effettivamente il governo di Nyon abbia deciso di mettere la scarpa sul tavolo, vedi alla voce Nikita Kruscev, così da imporre finalmente il proprio ruolo e inviare un messaggio forte e chiaro al governo mondiale del football. Balla colossale.
Ceferin e Infantino sono come i ladri di Pisa, un detto toscano che descrive il comportamento ipocrita di quelli che durante il giorno litigano, così manifestando all'esterno un conflitto di idee e di azioni ma, una volta arrivato il buio della notte collaborano e realizzano il furto, lo scippo, il reato. Dunque trattasi di doppiezza nei comportamenti e nelle relazioni anche politiche. Si scriveva che quelli di Pisa così agissero per ostacolare il potere delle altre repubbliche marinare, Amalfi, Genova e Venezia.
Ma se la leggenda popolare può divertire quella del football mondiale è il segnale di un sistema al di sopra non delle partite ma delle partite, della realtà vera, della sincerità. Se effettivamente l'Uefa avesse potere avrebbe dovuto e dovrebbe esigere che al mondiale partecipino di diritto le nazioni che hanno vinto la coppa, dunque, insieme con Uruguay, Brasile e Argentina, ci deve essere un posto per Italia, Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, tutte non devono passare il turno di qualificazione, così garantendo tornei nazionali regolari.
I meriti storici vanno rispettati mentre oggi i meriti mercantili hanno la prevalenza e preferenza. Il contenzioso tra Uefa e Fifa serve per lavarsi la coscienza che resta sporca, il mondiale a 48 o 64 è un festival elettorale, garantisce incassi, diritti televisivi, i ladri di Pisa aspettano i colleghi della Fifa per organizzare un altro colpo. Basta aspettare. Ovviamente dopo aver risposto a Donald Trump.