Insulti online a Liliana Segre, arriva la prima condanna agli haters: 4 mesi e 1.500 euro di risarcimento

Scritto il 09/07/2026
da Redazione web

Si è chiuso a Milano il primo processo derivato da uno dei filoni di una maxi inchiesta della Procura scattata dopo le denunce della senatrice a vita

È arrivata la prima condanna per gli insulti rivolti sui social alla senatrice a vita Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, l'unico imputato che aveva scelto il rito abbreviato nell'ambito del primo processo nato da uno dei filoni della maxi inchiesta della Procura milanese sulle offese online alla sopravvissuta alla Shoah. L'uomo dovrà inoltre versare un risarcimento di 1.500 euro.

Per un altro, invece, è stata disposta la messa alla prova con lavori di pubblica utilità e un risarcimento alla Fondazione Memoriale della Shoah.

La maxi inchiesta della Procura è scattata dopo le denunce della senatrice, assistita come parte civile dall'avvocato Vincenzo Saponara. Procedimento che vedeva imputate otto persone in totale e con al centro l'accusa di diffamazione aggravata dall'odio razziale per quelle raffiche di insulti via social alla sopravvissuta alla Shoah.

Già nelle scorse udienze, davanti alla giudice Francesca Ghezzi della sesta sezione penale, alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire un risarcimento, sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai duemila euro. Passaggi che avevano portato alla remissione delle querele e, dunque, quelle posizioni erano uscite dal processo con dichiarazione di "non doversi procedere".

Altri, invece, tra cui l'imputato in udienza oggi, sono stati ammessi all'istituto della messa alla prova, che sospende il processo e se va bene il reato si estingue. Oggi la giudice ha stabilito 12 mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, oltre al versamento di 300 euro alla Fondazione e ad un percorso psicologico. Per l'unico che aveva scelto di essere giudicato, invece, è arrivata appunto la condanna. Questo primo processo era scaturito da uno dei filoni che, nell'aprile 2025, erano passati anche per la decisione del gip Alberto Carboni, dopo le istanze di opposizione dell'avvocato Saponara contro le richieste di archiviazione del pm Nicola Rossato. Intanto, su un'altra tranche per altre posizioni è fissata un'udienza davanti al gup Fabrizio Filice per il primo ottobre.