Sono tornati liberi i sette arrestati il 16 giugno dalla Digos – su mandato della Procura di Roma – con l’accusa di fare parte di una cellula terroristica anarchica. Il Tribunale del Riesame di Piazzale Clodio ha infatti accolto l’istanza presentata dai difensori, annullando l’ordinanza cautelare e disponendo la scarcerazione. Ricordiamo che cinque di loro si trovavano in carcere, mentre gli altri due ai domiciliari.
La Procura capitolina aveva accusato i sette del reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico. A due di loro, i pm avevano contestato anche il concorso in attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione a delinquere, con l'aggravante della finalità di terrorismo. I riflettori sono accesi sull’attentato del 14 febbraio scorso alla rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma che provocò ingenti danni all’infrastruttura per un costo di ripristino pari a 455 mila euro. Secondo la Procura, inoltre, tra gli obiettivi della cellula ci sarebbe stato anche il rilancio della mobilitazione contro il regime di carcere duro del 41 bis applicato ad Alfredo Cospito.
Soddisfazione dal collegio difensivo formato dagli avvocati Calia, Grenci, Rossi Albertini e Mosini. Gli avvocati hanno posto l’accento su quanto sostenuto nell'istanza, in cui veniva stigmatizzata "l'assenza di qualsiasi elemento idoneo a dimostrare l'esistenza di una associazione e la sua connotazione terroristica".

