Un tempo era semplice, da una parte America e le democrazie, dall'altra Russia e Cina con i satelliti non democratici: oggi è molto più complicato, Trump, mentre si riaccende lo scontro con l'Iran sciita, vanta l'alleanza di Paese sunnita islamista e dittatoriale come la Turchia, di cui il professor Bernard Lewis prevedeva "diventerà l'Iran". La Turchia è stata una grande speranza: membro Nato, si è sognato che fosse il ponte fra islam e occidente. Ma ora è una macchina di violenza e odio di cui anche Trump ha detto, presentando la sua eventuale decisione di vendergli gli F35, che si fida perché volendo prima entrare in guerra a fianco dell'Iran, poi ha scelto la sua parte. Trump ascolta Tom Barrack, suo ambasciatore in Turchia, sostenitore del triangolo Turchia-Siria-Iraq come punto d'appoggio americano, poca simpatia per Israele. Ma l'aspirante leader del futuro impero ottomano e capo della Fratellanza Musulmana, è un cliente dubbio per quel micidiale jet. Nel tempo, lo troviamo contro al Sisi, intento a spaccare l'asse sunnita per emarginare la parte moderata più vicina all'Occidente da cui nasce il Middle East Gas Forum di Egitto-Israele-Grecia-Cipro. La Grecia lo teme, a Cipro occupa metà isola. Con Bin Salman ha da poco ricostruito rapporti precari. Ha ospitato Hamas a casa sua, lo ha lodato per il 7 ottobre, dalla Turchia partono le Flottille, si qualifica odiatore fisso di Israele, chiama Netanyahu "Hitler", annuncia la sua presa di Gerusalemme, il suo ministro degli Esteri Hakan Fidan dice: "Israele è un fardello che l'umanità non può più sopportare". Nel 2019 Erdogan con l'acquisto dai russi il sistema S400 ha reso fuorilegge per il Congresso l'acquisto degli F35: le loro tecnologie potrebbero passare a russi e cinesi. E occorrono anni prima che comunque siano consegnabili. Inoltre gli Usa devono preservare il "military edge" concesso a Israele. Ma Israele permette agli Usa per esempio, in queste ore, di decollare dal suo suolo mentre i Paesi arabi circostanti non lo consentono. Netanyahu ha detto sugli aerei "io non lo farei" e se si guarda bene a Erdogan e al futuro poco chiaro della guerra oggi, sembra davvero un buon consiglio.

