Dopo la morte di Umberto Bossi, venuto a mancare nella serata di giovedì all’ospedale Circolo di Varese all’età di 84 anni, iniziano a emergere le prime indiscrezioni relativamente alla successione patrimoniale.
I beni di proprietà dello storico fondatore della Lega Nord saranno ripartiti tra i suoi familiari più stretti, ovvero in primis la moglie Manuela Marrone, con la quale convolò a nozze dopo un periodo di convivenza il 21 gennaio del 1994, e i quattro figli Riccardo (nato dal primo matrimonio con Gigliola Guidali), Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio. Non disponendo al momento di alcun dettaglio circa le ultime volontà testamentarie dell’ex ministro delle Riforme Istituzionali, se così dovessero restare le cose la suddivisione del patrimonio verrebbe a definirsi sulla base delle quote previste dalla successione legittima, vale a dire quel meccanismo ereditario che si attiva per legge in assenza totale o parziale di testamento. Nel caso specifico, quando cioè al defunto sopravvivono una moglie e più di un figlio, la ripartizione prevede l’attribuzione di 1/3 delle quote patrimoniali alla consorte e i restanti 2/3 da suddividere in parti eguali tra i figli, tenendo presente ciò che è già stato intestato ai componenti del nucleo familiare.
Ma di cosa è composto il lascito del Senatur? Bisogna partire da una doverosa premessa, ovvero l’enorme difficoltà di ricostruire con precisione i beni appartenuti a un personaggio politico così longevo nel panorama italiano. La carica di senatore da lui ricoperta fino al 2022 gli ha consentito di percepire, come riferito da Qui Finanza, un’indennità mensile lorda di 11.555 euro (al netto circa 5.304 euro), alla quale si aggiungevano la diaria e i rimborsi spese, per un totale superiore ai 14.600 al mese. Stando a quanto riportato dalla più recente dichiarazione a disposizione, per il periodo d’imposta 2020 era stato indicato un reddito di 99.702 euro.
Sulla base dei dati circolati qualche anno fa, al 2012 erano nelle disponibilità della famiglia del Senatur 18 proprietà, tra cui 2 case, 2 fabbricati e 14 terreni, la maggior parte dei quali già intestata alla moglie Manuela Marrone: tra di essi il più celebre è senza dubbio la villa di Gemonio, per anni associata alla figura di Umberto Bossi e in generale alla Lega Nord degli albori, dal valore stimato intorno ai 430mila euro.

