Vannacci lascia la Lega: "Proseguo la mia strada da solo". Salvini: "Sono deluso"

Scritto il 03/02/2026
da Redazione web

Dopo aver depositato nome e logo del proprio movimento, il generale lascia il Gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo. Il leader della Lega: "Far parte di un partito non significa solo ricevere"

Il dado è tratto: Roberto Vannacci lascia la Lega. "Proseguo per la mia strada da solo - scrive sui propri canali social - con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà". E prosegue: "Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci".

In mattinata era uscita l'indiscrezione sull'imminente uscita del generale dal Carroccio. "Ti voglio bene, ma la mia strada è un'altra", ha detto il generale a Matteo Salvini nel corso di un faccia a faccia avvenuto ieri, nel corso del quale è stata concordata una separazione consensuale. Tra i due "nessun litigio ma una presa d'atto", sottolineano alcune fonti. Nel primo pomeriggio l'eurodeputato è uscito allo scoperto.

Oggi intanto si riunisce il consiglio federale del Carroccio, convocato da Salvini nella sede storica milanese di via Bellerio.

Autore del libro auto prodotto "ll mondo al contrario", pubblicato nell'estate 2023 e divenuto un caso nazionale dopo aver raggiunto la prima posizione nelle vendite su Amazon, il generale in breve tempo si era conquistato l'attenzione dei media, fino ad ottenere la candidatura della Lega nelle elezioni europee del 2024.

Con quella mossa Salvini mise il "cappello" sui potenziali voti del generale ma, al contempo, spostò a destra il baricentro politico del Carroccio. Dopo aver ottenuto oltre mezzo milione di preferenze Vannacci è entrato al Parlamento europeo e l'anno dopo, nel maggio 2025, due mesi dopo aver ufficialmente cessato il servizio per l'Esercito (precedentemente era in aspettativa) e aver preso la tessera del Carroccio, è stato nominato vicesegretario federale.

Vannacci lascia il Gruppo dei Patrioti al Parlamento Europeo

Roberto Vannacci non è più membro del Gruppo dei Patrioti per l'Europa al Parlamento europeo, la formazione che ospita, oltre alla Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen. Una decisione presa dopo il suo abbandono della Lega, che rende la sua permanenza incompatibile con la struttura politica del gruppo. Lo fanno sapere dalla delegazione della Lega. Il Gruppo dei Patrioti sottolinea che la Lega resta un partito partner a pieno titolo all'interno della famiglia politica dei Patrioti, a livello europeo e che la cooperazione con la Lega prosegue invariata.

Salvini: "Sono deluso"

"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato - scrive Salvini in un lungo post sui social dopo l'addio di Vannacci al partito -. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa".

Zaia: "Non ci stracciamo le vesti"

"Vannacci ha capito di essere un corpo estraneo", commenta l'ex governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. Sull'eventualità che debba dimettersi da europarlamentare dopo aver lasciato la Lega "è innegabile che quel seggio senza la Lega non l'avrebbe mai avuto", prosegue Zaia. "Direi che il segretario è stato fin troppo inclusivo e comprensivo, dopodiché non conosco le dinamiche di questa sua dipartita, non so come sia nata. Però è pur vero che è un film di cui sapevamo quale sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno, e che se Vannacci è quello di oggi può ringraziare solo il mio partito, che ha investito su di lui alle europee l'anno scorso e gli ha permesso di avere un seggio". "Il nostro movimento - ha quindi commentato - è un movimento molto identitario, e l'identità non prescinde dal fatto che bisogna condividere fino in fondo le idee. Evidentemente fin dal primo istante abbiamo capito che le idee erano altre". Sulla possibilità che ci siano altre dimissioni, per Zaia "saranno di chi non ha le idee ben solide e non condivide fino in fondo l'identità. Potrà anche accadere, però noi andiamo avanti per la nostra strada, come già è capitato. Ho visto situazioni migliori e ne ho vissute di peggiori in Lega, per cui di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via, ne prendiamo atto - ha concluso - e noi andiamo avanti per la nostra strada".

Stefani fa una citazione in latino

"Nulla salus extra ecclesiam" (non c'è salvezza fuori dalla Chiesa). Con questa citazione latina il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, commenta la notizia su Vannacci. "Io mi occupo di amministrazione, del Veneto in particolare - ha aggiunto Stefani, vicesegretario leghista come Vannacci -, a chi mi chiede se dovrebbe dimettersi rispondo che credo che chi ricopre una carica grazie a un partito dovrebbe ricordarsi di quel movimento, e credo che comunque ognuno di noi prima o poi risponda delle proprie azioni davanti ai cittadini".

Casapound: "Non faremo parte di Futuro nazionale"

"Come ribadito in più occasioni, e nonostante alcune ricostruzioni mediatiche continuino a suggerire il contrario, CasaPound non è interessata alle dinamiche interne del centrodestra e non farà parte del nuovo partito Futuro Nazionale", si legge in una nota del movimento. "A partire dal mese di settembre siamo impegnati, insieme ad altri movimenti politici e realtà associative, nel sostegno a una proposta di legge sulla remigrazione, - aggiunge - promossa attraverso un apposito comitato di cui facciamo parte. In pochi giorni tale iniziativa ha raccolto circa centomila sottoscrizioni: un risultato di straordinaria rilevanza", prosegue CasaPound. "Auspichiamo venga presto finalmente affrontata con la dovuta serietà dall'esecutivo. Riteniamo che la proposta di legge sulla remigrazione debba entrare nel dibattito politico come tema reale, allo stesso modo del referendum sulla magistratura sulla quale ci siamo già espressi dando indicazione di voto ovviamente favorevole. Non esiste pertanto alcun accordo, né è prevista alcuna nostra partecipazione a percorsi politici differenti da quello tracciato insieme agli altri movimenti fondatori del comitato".

Vannacci smentisce la ricostruzione del Corriere

Stamani Vannacci sui propri canali social ha smentito categoricamente il contenuto di un articolo di Francesco Verderami sul Corriere della Sera: "Mi vorrebbe coinvolto in presunti incontri e 'accordi segreti' con Renzi per 'azzoppare' la Meloni. È una storia completamente falsa e infondata: mai incontrato Renzi in alcun circolo romano per nessun tipo di accordo. Quello che mi colpisce - prosegue - non è solo la falsità di questa ricostruzione, ma il modo in cui viene costruita, senza verifica alcuna, senza un minimo di riscontro, senza prove, senza testimoni. Questo non è giornalismo ma un attacco politico. È un tentativo di gettare discredito sulla mia attività politica e di minare il rapporto con il mio elettorato, usando la carta stampata come strumento di attacco.Queste operazioni falliscono sempre. Il popolo sa leggere tra le righe e distingue i retroscena credibili dalle invenzioni. Ho dato mandato al mio avvocato per tutelare la mia persona nei confronti del giornale. L’istanza di mediazione è stata già depositata presso il competente organismo di mediazione territoriale. Non mi fermo. Non mi spavento. Vado avanti".